Elisa Di Francisca

Sono Elisa Di Francisca: dalla danza alla pedana

«Tutto è cominciato a Jesi, alla fine degli anni ’80, non sopra una pedana di scherma. In principio mi avvicinai alla danza classica. Mia madre mi voleva ballerina. Avevo cinque anni e all’inizio mi divertivo perché comunque sono nata vanitosa: mi piace il trucco, la femminilità e anche in gara cerco di indossare sempre qualche accessorio»

Prima di sentirmi una campionessa ed un’atleta, sono una persona che racchiude in sé ogni sfaccettatura della sfera femminile. L’essere donna e madre mi obbliga ad una vita di tanti impegni, sia legati alla pedana che stretti a doppio nodo con il mio ruolo di mamma, figlia e compagna di vita di Ivan. Trovo anche il tempo da dedicare a progetti come “We World” con il quale ho partecipato ad un meraviglioso viaggio nell’autunno del 2012, perché ogni essere umano, una volta nella vita, dovrebbe comprendere cosa succede dall’altra parte del mondo, dove i clamori e i premi non fanno la felicità.

Elisa e la famiglia: conciliare impegni, amore e professione

La famiglia è un nodo centrale della mia esistenza:  far conciliare tutto richiede grande autocontrollo, disciplina ed allenamento, anche nelle piccole sfide quotidiane. Da luglio del 2017 c’è il piccolo Ettore e tutta la mia vita ha assunto un significato diverso, ha avuto una spinta ed una motivazione più forte e più profonda. I tempi si sono condensati e la pressione è aumentata: questo mi ha resa più forte. Una mamma e un’atleta determinata con una grande forza di volontà.

«È questione di carattere. Per me è una cosa bellissima. Riesco a dare il meglio all’ultimo minuto. Così esprimo me stessa. Mi sono aggiudicata assalti importanti per una stoccata e ne ho persi altri sempre per una stoccata. Alle Olimpiadi di Londra del 2012 ho pensato proprio a questo: nella finale per l’oro ho vinto 12-11, a Rio sono stata sconfitta 11-12. È la vita: nasci e muori, vinci o perdi. Prepari per quattro anni una gara che si svolge in una giornata e tante volte te la giochi in una frazione di secondo. È eccitante! Certo, richiede una grande freddezza mentale che ho scoperto di avere. Non è un potere magico, è una dote che non riguarda solo l’ambito sportivo ma anche la vita di tutti i giorni: sono una guerriera, per me e per i miei cari».

Essere una #mammatleta: la femminilità e la forza delle donne

Essere una mamma atleta è una sfida avvincente perché io sento che ciò che mi rende più coraggiosa è nella maternità stessa: sono molto più forte da quando ho qualcuno da proteggere, qualcuno per cui lottare. Mi identifico in una vera e propria guerriera. Ho riscoperto la forza ancestrale che si rivela pienamente quando si assume il ruolo di mamma. Cerco di combinare tutto con la giusta dose di eleganza e non mi tiro indietro quando si tratta di danzare e accettare nuove sfide: infatti nel 2013 ho partecipato a “Ballando con le stelle” portando a casa il primo premio assieme al ballerino Raimondo Todaro.

I grandi successi di Elisa Di Francisca

Io mi esprimo meglio in team, in quelle occasioni tiro da manuale. Nell’individuale vinco ma non sempre riesco a esprimermi al meglio perché sono da sola, ho mille pensieri, tanta responsabilità. È molto più difficile e faccio più fatica”

Medaglia d’argento alle ultime Olimpiadi di Rio 2016 e doppio oro, nella gara individuale e in quella a squadre alle Olimpiadi di Londra 2012, faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato.

Il progetto #mammatleta

Mamma atleta è un progetto a cui tengo molto, in cui ritrovo il forte concetto della forza del team e della voglia di condividere le imprese.

Lo voglio guidare idealmente dalla pedana della mia vita, riflettendo anche le mia piccole debolezze femminili, le profonde certezze legate all’amore per la famiglia e la ferma determinazione nel raggiungere i risultati legati alla professione. Mi sono sempre impegnata nel trovare tempo per ogni cosa ed ogni cosa continuerà ad avere il suo posto nella mia vita, densa di impegni ed opportunità. Sono madrina del progetto “Fast Breast Check” per la validazione di un nuovo dispositivo per lo screening mammografico. Appoggio anche la campagna di sensibilizzazione contro il mieloma multiplo in coppia con lo sciabolatore Aldo Montano: ho intenzione di impegnarmi e continuare a dedicare tempo anche per questo.

Cercherò di essere lo specchio di tutte quelle donne che vogliono conciliare le grandi opportunità della vita legate alla maternità, alla cura del proprio benessere e alla famiglia. Le medaglie conquistate mi rendono fiera di aver fatto la scelta giusta nel momento in cui mi sono resa conto che non era la danza il mio destino ma la scherma e il fioretto.

Vincitrice della Coppa del Mondo 2011, doppia medaglia d’oro, individuale e a squadre, ai Campionati Europei di Strasburgo 2014; argento individuale e oro a squadre ai Campionati Italiani 2014 di Acireale; medaglia di bronzo individuale e oro a squadre ai Mondiali di Budapest 2013, oro individuale e oro a squadre agli Europei di Zagabria 2013 e medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Mersin 2013. Medaglia d’oro a squadre agli Europei di Sheffield e di Legnano 2012 e argento a squadre ai Campionati del Mondo di Catania 2012.

Sono una #mammatleta: siete pronti ad ascoltare le mie storie?

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