Anche quest’anno ho partecipato al progetto di RCS, Il Festival dello Sport a Trento. Sono stata molto felice di aver dato il mio contributo in un evento così ricco di messaggi positivi, rivolti a tutti, (anche ai bambini) e che parlano di sport, sacrifici e successi. “Sport è Donna”, questo il titolo del talk in cui sono intervenuta. Sempre di più, lo sappiamo, negli ultimi anni in Italia assistiamo a vittorie sportive in campo femminile. Infatti con me c’era anche la mia collega e amica Sara Cardin. Come in tutti gli appuntamenti importanti mi ha accompagnato Parmigiano Reggiano che era anche Premium Partner dell’evento.

 

La Dott.ssa Linda Vignozzi e l’importanza di ascoltare il proprio corpo

Il Talk è stato condotto Luigi Ripamonti e una parte molto significativa dell’ora trascorsa insieme è stata incentrata sulla discussione aperta dalla Dott.ssa Linda Vignozzi, specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo. La Dott.ssa, ovviamente per la parte più scientifica, ha cercato di indagare le caratteristiche ormonali che devono essere considerate per fare sport, con il maggior profitto fisico e psicologico, senza andare incontro a rischi particolari. Inoltre Linda Vignozzi ha sottolineato come le donne abbiano una grande capacità, quasi innata, di affrontare sfide importanti e di mettersi alla prova.

E poi ha realizzato un’introduzione davvero bella sull’importanza di ascoltare il proprio corpo, un corpo che cambia come in relazione ad esempio alla nascita di un figlio e di come le donne se ne prendono cura. Così ha introdotto il mio intervento e credo davvero sia stato un discorso molto indicato, perché quando ho deciso di ripartire con gli allenamenti, praticamente subito dopo la nascita di Ettore, io ho fatto esattamente questo:

 

“Ho ascoltato il mio corpo”. E devo dire che sono riuscita a creare un equilibrio fortunato, sia nella mia veste di mamma che in quella d’atleta, conciliando le diverse sfide senza traumi. Anzi dico sempre che diventare mamma mi ha dato un nuovo stimolo per vincere ancora”.

 

Non posso negare certo che anche io ho attraversato dei momenti difficili quando è nato Ettore e quando ho ripreso ad allenarmi. La nascita di un figlio è sempre una scoperta e certe volte le responsabilità e la quotidianità sembrano molto pesanti, ma non mi sono mai fermata e questo mi ha reso felice. Perché in generale pretendo molto da me stessa e le sfide mi piacciono molto, e poi la scherma mi riempie di soddisfazioni e mi dà molta carica anche nella vita “normale”.

 

La vittoria all’Open di Bastia Umbra

Chi ben comincia è a metà dell’opera. La mia vittoria alla Prima Prova Open di qualificazione nazionale a Bastia Umbra è stata la prima gara da sposata e la prima volta in cui il mio maestro Stefano Cerioni era a fondo pedana a seguirmi.

 

“Ovviamente c’è ancora molto da lavorare per arrivare fino in fondo”.

 

Però ero davvero molto carica e motivata. La finale è stata una super sfida contro la mia compagna di Nazionale e delle Fiamme Oro, dopo aver superato in semifinale Martina Batini per 15-2. La via del podio la trova Martina Favaretto, fermata in semifinale da Alice Volpi.

 

 

“Dedico questa vittoria a mio fratello…Che possa starmi sempre accanto, così come faccio io, in questo meraviglioso cammino”.