L’articolo di oggi è dedicato alla lettura per bambini. Non solo consigli di cosa leggere ai più piccoli ma come leggere un libro ai nostri figli, l’importanza del tono della voce e la connessione che questo ha con lo sviluppo del linguaggio. Ospite di #mammatleta Maria Teresa Bozzini che ci guida anche nella scelta di alcuni testi divisi per fasce d’età.

 

Leggere un libro ad un bambino comporta agire a molti livelli contemporaneamente: sia sul piano della stimolazione intellettiva che su quello della stimolazione sensoriale. La lettura ad alta voce, infatti, ha una valenza fortemente fisica.

La pronuncia di una semplice parola, in un bambino di un anno, è il frutto dell’acquisizione di molte e svariate competenze: ascolto e riconoscimento di suoni e parole, capacità di movimento e di compiere gesti finalizzati a uno scopo, evoluzione cognitiva e affettiva.

 

La lettura ad alta voce e lo sviluppo del linguaggio

Ecco perché con la lettura ad alta voce, oltre che veicolare significato, vengono attivate capacità funzionali alla costruzione del linguaggio. Nell’arco dei primi tre anni lo sviluppo della sua capacità di articolare più parole, coppie di parole o semplici

frasi è esponenziale. Attorno ai tre anni e mezzo o quattro la sua padronanza del linguaggio è già discreta, con la conoscenza di un buon numero di parole e della loro pronuncia, oltre alla costruzione corretta di frasi. Una corretta modalità di trasmissione orale di testi è quindi funzionale allo sviluppo del linguaggio.

 

L’ambiente adatto per leggere un libro ai più piccoli

Considerando la dimensione fisica, l’ambiente e la condizione nelle quali si svolgerà la lettura sono i primi fattori da valutare: un posto calmo, senza distrazioni, dove trovare una seduta comoda e rilassata, che permetta al bambino di vedere il libro, le parole e le immagini o di avere quella vicinanza al lettore necessaria e rassicurante nel caso di descrizioni paurose. Possibilmente senza rumori di sottofondo o elementi che possano distrarlo, come una TV o una radio accesa.

 

Come coinvolgere il bambino nella lettura del libro

Prima di iniziare a leggere è importante portare l’attenzione del bambino su quanto si sta per fare, introducendo il libro che si vuole leggere, mostrandogli la copertina e accennando ai contenuti, facendo dei rimandi se si è letto qualcosa di simile o che lo ricorda. Infine la modalità di lettura: da effettuarsi con narrazione lenta, parole scandite e tonalità di voce differenti a seconda del contenuto della narrazione, alzando o abbassando la voce per accompagnare momenti più o meno intensi del testo.

Durante la lettura è opportuno coinvolgere il bambino con domande su quanto si sta leggendo, che lo aiutino a comprendere parole nuove, a capire situazioni inedite e a far previsioni su quanto sta per succedere. Questa interazione servirà a sviluppare in lui la capacità di calarsi in una realtà diversa e di proiettarsi nei suoi sviluppi, in un gioco di causa-effetto che porterà conoscenza al suo vissuto.

 

Libri per bambini: numeri e consigli di lettura

In Italia l’offerta di libri per bambini è ingente: in 30 anni i marchi editoriali dedicati sono più che raddoppiati, producendo ognuno un numero medio di novità all’anno di 12,6 titoli. Sebbene la maggioranza di questi testi si contraddistingua per la loro valenza didattica, intesa a trasmettere dati o comportamenti istruttivi, non va trascurata la fondamentale funzione del gioco, intesa come ambito nel quale, attraverso emozioni, sentimenti e affettività, intelligenza e confronto con altri mondi, si costruisce l’esperienza.

 

Per finire qualche suggerimento di lettura:

Per l’età prescolare consiglio la collana Albumini di Emme Edizioni, e la lettura di un classico come Il Gruffalò, in cui le paure vengono affrontate con scaltrezza, oppure “Dov’è la mia mamma?” e “Bigio Randagio”, degli stessi autori, con protagonisti animali antropomorfi.

Per bambini dagli 8 anni in su la casa editrice Il Castoro propone una serie Best Seller del New York Times, tradotta in 12 lingue, con protagonista un animale immaginario, frutto degli esperimenti maldestri di un ragazzino: “Il mio grosso grasso pesce zombie”, e il suo seguito “Il mio grosso grasso pesce zombie è tonnato”, nei quali da episodi destabilizzanti scaturiscono situazioni surreali che sdrammatizzano prevedibili conseguenze tragiche.

Infine la serie “Agatha Mistery” della casa editrice DeAgostini, pubblicata in brossura e su e-book, per un target attorno ai 12 anni, nella quale una coppia di cugini, Agatha e Larry, se ne va in giro per il mondo per risolvere misteri e casi gialli. Intelligenza e tante risate.

 

(Contributo di Maria Teresa Bozzini)