Quella dal 4 al 10 marzo è stata la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, un appuntamento promosso, per l’undicesimo anno dal WASH, e che ha visto in Italia l’adesione della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e tanti professionisti della nutrizione che hanno promosso l’iniziativa.  

 

La mission della WASH (World Action on Salt & Health)

La WASH (World Action on Salt & Health) è un’associazione con partner in oltre 100 Paesi nel Mondo, nata nel 2005 con la missione di migliorare la salute della popolazione, realizzando una progressiva riduzione dell’assunzione di sale. Lo scopo generale è quello di ottenere una riduzione nel consumo di sale in tutto il mondo, riducendo la quantità di sale negli alimenti trasformati nonché del sale aggiunto alla cottura e a tavola durante il consumo.  Una riduzione dell’apporto di sodio è fondamentale per ridurre la pressione sanguigna, il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e malattie cardiache coronariche negli adulti. L’introito di sale è stato, inoltre, associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, in particolare quelli dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.

 

Le 5 azioni di WASH per ridurre il consumo di sale

L’ambizioso obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è ridurre del 30% l’introito di sale entro il 2025, per questo WASH propone  5 azioni concrete per ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno (purtroppo il consumo medio degli Italiani è 10-11g di sale al giorno), così come raccomandato dall’OMS:

 

  1. Per aggiungere sapore al tuo cibo, usa erbe, spezie, aglio e agrumi al posto del sale.
  2. Scola e risciacqua verdure e legumi in scatola e mangia più frutta e verdura fresca.
  3. Controlla le etichette prima dell’acquisto e scegli prodotti alimentari meno salati.
  4. Diminuisci gradualmente il sale nelle tue ricette: le tue papille gustative si adatteranno.
  5. Togli dalla tavola sale e salse salate: in questo modo i più giovani non si abitueranno ad aggiungere sale.

 

Le indicazioni sull’apporto di sale nei bambini sono uguali a quelle dell’adulto?

L’apporto di sale aggiunto deve essere evitato almeno fino al primo anno  di vita (anche fino a due anni) e successivamente in ogni caso deve essere sempre ridotto al minimo anche perché il sale è già presente negli alimenti consumati. Nei bambini comunque è opportuno non eccedere oltre i 3gr al giorno.

 

L’importanza del sale iodato

Penso sia  importante sfruttare queste iniziative per far passare un messaggio completo che possiamo tradurre nel motto  “Poco sale ma iodato”. È bene ricordare che il poco sale consumato è importante che sia del tipo iodato: un modo efficace per la prevenzione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica.

Quest’anno, oltre alla moderazione dell’apporto di sale, è stata puntata l’attenzione anche alla riduzione del consumo di zuccheri aggiunti agli alimenti e alle bevande.

Anche il blog Mammatleta è sensibile a questa iniziativa: un’occasione utile per ribadire l’importanza dell’educazione alimentare al fine di promuovere salute.

Per una scelta consapevole di alimenti meno ricchi in sale e zuccheri risulta quindi importante puntare sulla continua informazione della popolazione e sulla attenta lettura delle etichette dei prodotti alimentari che acquistiamo e consumiamo.

 

Il volantino WASH da scaricare con le indicazioni pratiche per le mamme.

 

 


 

Dott. Luca Belli
Biologo Nutrizionista
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica
Master in Scienze dello Sport e del Fitness

Certified Sports Nutritionist from the International Society of Sports Nutrition

Docente (a c.) Università di Camerino

www.lucabelli.it