Il 10 ottobre è stata la Giornata Nazionale di Sensibilizzazione per la Prevenzione dell’Obesità e del Sovrappeso promossa dall’ADI (Associazione Italiana di  Dietetica e Nutrizione Clinica). Gli studi di Sorveglianza Nutrizionale in Italia mostrano come la problematica sia già molto preoccupante a partire dall’età pediatrica. I dati di Okkio alla Salute, un sistema di sorveglianza di sovrappeso e Obesità nei bambini della scuola primaria (6-10 anni),  mostrano come circa 1 bambino su 3 oggi è in eccesso di peso. 

Complessivamente però bisogna precisare che, in meno di dieci anni, grazie alle campagne informative ed alle iniziative svolte su tutto il territorio nazionale, il sovrappeso e l’obesità dei bambini è diminuzione. 

 

Le abitudini alimentari scorrette dei bambini

Rimangono purtroppo  tra i bambini abitudini alimentari poco salutari come:

  • gli scarsi consumi di frutta e verdura (meno di 1 bambino su 5  consuma questi alimenti quotidianamente);
  • assenza della colazione (1 bambino su 10);
  • o colazione eccessiva e non equilibrata a livello nutrizionale (1 su 3)
  • spuntini abbondanti (1 bambino su 2);
  • eccessivo consumo  di bevande zuccherate.
I genitori spesso tendono a sottostimare lo stato ponderale dei propri figli e tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi il 37% ritiene che il proprio figlio sia sotto-normopeso e solo il 30% pensa che la quantità di cibo assunta sia eccessiva. In assenza di una presa di coscienza del problema, è difficile mettere in atto cambiamenti negli atteggiamenti e nei  comportamenti non solo alimentari ma inerenti tutto lo stile di vita di una persona. 

La Campagna Obesity Day 2018 puntava  a far conoscere la prevalenza, la gravità e lo stigma correlato all’eccesso di peso.

In molti casi, purtroppo, la persona con obesità è vittima di stigma sociale e mediatico che finisce per condizionare la propria qualità di vita. 
Questa iniziativa vuole affrontare lo stigma sull’obesità per puntare a: 
• aumentare la consapevolezza dell’impatto dello stigma sul peso e di cosa si può fare al riguardo, per migliorare la qualità di vita delle persone;
• aumentare il coinvolgimento delle Istituzioni, dei medici, delle persone e dei media e incoraggiare l’impegno a considerare la gravità clinica che l’obesità rappresenta;
• aiutare le persone a superare le barriere che sorgono a causa dello stigma, che può impedire loro di ottenere il trattamento medico ottimale di cui hanno bisogno.

Attività fisica e alimentazione: le azioni necessarie

Parlando di Obesità non possiamo comunque soffermarci solo sull’alimentazione, un ruolo fondamentale lo gioca anche l’attività fisica. Più del 40% dei bambini in Italia trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV e videogiochi, queste percentuali purtroppo sono in continuo aumento e anche in questo caso il 38% delle madri di figli poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.
Tanti azioni di contrasto all’obesità possono essere portate avanti anche con politiche nazionali importanti ed incisive per rendere facili le scelte salutari:
  • promuovere ambienti sani e salutari (in particolare nelle scuole e gli asili)
  • rendere l’opzione salutare la scelta più semplice e facile
  • limitare la pubblicità rivolta ai bambini e ridurre la pressione del marketing alimentare sui bambini
  • informare e responsabilizzare le famiglie
  • incoraggiare l’attività fisica
Nel nostro piccolo prendiamo coscienza del problema ed attiviamoci: un piccolo passo per Guadagnare Salute!

 


Dott. Luca Belli
Biologo Nutrizionista
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Master Internazionale in Nutrizione e Dietetica
Master in Scienze dello Sport e del Fitness

Certified Sports Nutritionist from the International Society of Sports Nutrition

Docente (a c.) Università di Camerino

www.lucabelli.it

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